La settima edizione del Mondo Eco festival letterario come nelle promesse si configura come festival diffuso, che coglie le istanze di luoghi, persone, ambienti.
La proposta di intervento del 1 marzo 2026, ore 17, a Casa Sarritzu (via San Biagio 10 a Quartucciu) nasce da questa istanza, raccoglie un disagio manifestato da tante piccole realtà produttive operanti nel territorio di Quartucciu e prova a comprendere cosa le generi e dove si collochino nel contesto più ampio, dal quale non si può prescindere e che prevede il confronto con una visione di futuro prossimo.
La serata è articolata in due momenti una tavola rotonda, che pone il tema “Città Fantasma o Quartieri Vivi? Il ruolo sociale del commercio locale”, sviluppato da Antonello Podda, Sociologo dell’Ambiente e del Territorio, Università di Cagliari. La tavola rotonda è curata dai consiglieri della minoranza del comune di Quartucciu, Michela Vacca, Franco Pareri, Giovanni Meloni e Paola
La chiusura di oltre 140.000 negozi in Italia dal 2012 e il rischio per un ulteriore 20% entro il 2035 minacciano di trasformare i centri urbani in “città fantasma”. Il commercio locale, infatti, svolge un ruolo sociale fondamentale per la vivibilità dei quartieri, fungendo da presidio di sicurezza e coesione sociale, ben oltre la sua funzione economica.
Ecco i punti chiave del ruolo sociale del commercio locale:
Presidio del territorio: I negozi di vicinato, specialmente in zone periferiche o storiche, mantengono vivi i quartieri, evitando l’abbandono e il degrado.
Ruolo sociale e relazionale: I negozianti offrono socialità, diventando punti di riferimento per la comunità, in particolare per anziani e fasce deboli.
Impatto della desertificazione: La scomparsa di attività (soprattutto in settori come articoli culturali, abbigliamento e ferramenta) rende le strade meno sicure e meno attrattive.
La seconda parte della serata è dedicata alla presentazione di un libro che analizza questo dato di fatto e visualizza scenari futuri, “Breve manuale per una gentrificazione carina” di Giovanni Semi.
Birrifici artigianali là dove c’erano minimarket etnici, ostelli di lusso al posto di fabbriche delocalizzate, eleganti loft impiantati in ex quartieri popolari. Il futuro è già qua, si chiama “gentrificazione” e, per quanto faccia rima con “riqualificazione”, è un fenomeno che mira a nascondere la povertà e il disagio sotto al tappeto di città che si somigliano in modo sempre più sconcertante. Una distopia illuminata promossa da banche, multinazionali e gruppi immobiliari con il placet di amministrazioni locali incapaci di immaginare una realtà che possa rimettere il bene pubblico al centro del discorso.Il breve manuale (parodia) scritto da Giovanni Semi vi strapperà forse una risata, ma sarà senz’altro amara, perché questa distopia illuminata è ovunque, più reale e inquietante di qualsiasi altra parodia.