Nella notte del 2 novembre 1975, poco più di cinque decenni fa, si consumava il tragico epilogo della vita di Pier Paolo Pasolini.
E giovedì 4 dicembre, al Lazzaretto di Sant’Elia, il festival Mondo Eco vuole ricordare uno degli intellettuali italiani più importanti, seppure discusso e controverso, del secolo scorso, di certo fra i più multiformi: poeta, romanziere, critico, polemista, autore teatrale, sceneggiatore e regista cinematografico. Alle 19.30 lo scrittore Paolo Massari – ricercatore in Italianistica alla Sapienza di Roma – parlerà del suo libro “La vacanza degli intellettuali. Pasolini, Moravia e il Circolo di Sabaudia” (Utet, 2025). A dialogare con lui il giornalista, e scrittore, Massimiliano Messina.
“Ho scelto Sabaudia come luogo dello spirito per i miei riposi forzati e le mie ansie di lavori futuri, sogni furiosi che mi tengono ancorato al mondo”. Con queste parole Pasolini raccontava il suo rapporto con Sabaudia, dove insieme ad Alberto Moravia aveva comprato una casa. Quel luogo, prima simbolo dell’intraprendenza del regime fascista, diventa pochi anni dopo il ritrovo prediletto dell’intellighenzia italiana: così è possibile incontrare Moravia che fa la spesa in pescheria, Bernardo Bertolucci e Ian McEwan che discutono la sceneggiatura di un film mai realizzato, Laura Betti a passeggio con Dario Bellezza, Jean Genet a caccia di firme su una petizione per la Palestina. Massari ha un punto di vista privilegiato: il suo prozio è stato il fondatore della biblioteca della città, ha incontrato i protagonisti di questa storia e ha conversato con loro. Aiutato da documenti d’archivio dalle parole di testimoni come Dacia Maraini, Alain Elkann e Edoardo Albinati, Massari ricostruisce il momento in cui Sabaudia diviene uno dei poli d’avanguardia dell’arte, del cinema e della letteratura italiana: il punto focale da cui osservare la storia culturale del dopoguerra.
A seguire il recital “Il sogno di una cosa. Cinquant’anni dopo, Pasolini”, a cura di Massimiliano Messina, in collaborazione con la Cineteca Sarda. Una sorta di “docu-reading”, che evoca nel titolo il primo romanzo dello scrittore bolognese, con le letture in scena di Mario Faticoni (Messina ha selezionato i testi, le immagini e le musiche). A essere ricordato è soprattutto il Pasolini poeta, poi il romanziere e saggista ma anche il regista (come fece Moravia nella sua famosa orazione funebre): un montaggio di immagini tratte da alcuni dei suoi film più importanti, insieme a frammenti ripresi dai documentari a lui dedicati, accompagnano il reading.